Formazione lavoratori
ATECO 2025 e classe di rischio: cosa cambia per i corsi
La classe di rischio che fissa le ore di formazione specifica — 4 per il basso, 8 per il medio, 12 per l'alto — si ricava dalle prime due cifre del codice ATECO, la divisione. Dal 2025 vale la classificazione ATECO 2025: cambia la codifica, non il principio, ed è la divisione, non la sezione, a decidere.
In sintesi
Cosa devi sapere subito
La classe di rischio che fissa le ore di formazione specifica — 4 per il basso, 8 per il medio, 12 per l'alto — si ricava dalle prime due cifre del codice ATECO, la divisione. Dal 2025 vale la classificazione ATECO 2025: cambia la codifica, non il principio, ed è la divisione, non la sezione, a decidere.
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La classe di rischio che determina le ore di formazione specifica dei lavoratori — 4 ore per il basso, 8 per il medio, 12 per l’alto — si ricava dal codice ATECO dell’attività, e in particolare dalle sue prime due cifre, quelle della divisione. Dal 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025: cambia la codifica, non il principio. Chi deve stabilire quante ore di corso servono parte da qui.
Cos’è la classificazione ATECO 2025
ATECO è il sistema con cui viene classificata l’attività economica di ogni impresa e partita IVA. La versione ATECO 2025 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è stata adottata operativamente dal 1° aprile 2025, al posto della precedente ATECO 2007 – aggiornamento 2022. È il codice che si trova sulla visura camerale e sul certificato di attribuzione della partita IVA.
La classificazione è gerarchica: una lettera individua la sezione (il macro-settore), le prime due cifre la divisione, le cifre successive scendono nel dettaglio fino alla singola attività. Per la sicurezza sul lavoro il livello che conta è la divisione.
Come la classe di rischio si lega al codice
Non è l’ATECO in sé a stabilire le ore di formazione: è l’Allegato IV dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 — l’accordo che dal 24 maggio 2026 regola in via esclusiva la formazione dei lavoratori — a individuare le macrocategorie di rischio e a collegarle ai settori di attività. Il codice ATECO è lo strumento con cui si trova la propria collocazione in quella tabella.
Il punto pratico più importante: la classe di rischio si determina a livello di divisione, cioè sulle prime due cifre del codice. Non serve scendere alla sottocategoria a cinque o sei cifre. Due attività con codice diverso al terzo o quarto livello, ma stessa divisione, rientrano nella stessa classe di rischio.
Le tre classi e le ore
- Rischio basso — 4 ore di formazione specifica. Comprende, tra gli altri, commercio, uffici, servizi alla persona, alloggio e ristorazione.
- Rischio medio — 8 ore. Comprende, tra gli altri, agricoltura, trasporto e magazzinaggio, pubblica amministrazione, istruzione.
- Rischio alto — 12 ore. Comprende, tra gli altri, costruzioni, industria manifatturiera, attività estrattive, sanità residenziale.
A queste si aggiungono sempre le 4 ore di formazione generale, uguali per tutti e valide come credito permanente. L’aggiornamento della formazione specifica è di 6 ore ogni 5 anni per tutte e tre le classi.
L’eccezione che conferma la regola: la divisione 88
Vale sempre il dato della divisione, non quello della sezione a cui la divisione appartiene. Il caso da conoscere è la divisione 88 (assistenza sociale non residenziale): è classificata a rischio medio anche se rientra in una sezione — quella della sanità e assistenza sociale — complessivamente a rischio alto. È l’unico caso in cui la divisione non segue la classe della propria macro-sezione, e mostra perché conta sempre scendere alla divisione.
Un nodo aperto da conoscere
C’è una discrepanza che chi lavora con questi documenti incontra, e che va detta invece di aggirare. La classificazione ATECO in vigore è quella del 2025, ma l’Allegato IV dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 è intitolato, testualmente, con riferimento alle “corrispondenze ATECO 2007”. Non è necessariamente una contraddizione — l’entrata in vigore della nuova classificazione è un fatto distinto dall’aggiornamento della numerazione nel testo tecnico dell’allegato — ma è un punto su cui non conviene affermare con sicurezza un’equivalenza automatica tra i due sistemi di codici. In caso di dubbio sulla divisione della propria attività, la verifica va fatta alla fonte (ISTAT e la tabella dell’Allegato IV), non per analogia.
Chi decide, alla fine
Il codice ATECO orienta, ma la parola finale spetta al documento di valutazione dei rischi. È il datore di lavoro, supportato dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione, a individuare la classe di rischio corretta e, dove serve, a distinguere le mansioni: un impiegato che non accede mai ai reparti produttivi può seguire il rischio basso anche in un’azienda a rischio medio o alto, purché il DVR lo preveda esplicitamente. Il codice dà il quadro, il DVR fotografa la realtà della singola mansione.
Da dove iniziare
Una volta individuata la classe di rischio, la formazione specifica è disponibile nelle tre versioni per rischio basso, rischio medio e rischio alto. L’intera offerta è raccolta nella categoria corsi lavoratori e preposti; per il quadro completo degli obblighi il riferimento è l’hub sicurezza sul lavoro. Questo articolo completa la guida alla formazione specifica per rischio basso, medio e alto, dove trovi anche il calcolatore per ricavare la classe di rischio dal codice ATECO. Se non sai da dove partire, il check-up sicurezza gratuito aiuta a individuare cosa serve alla tua azienda.
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