Rischi specifici
Scadenze sicurezza sul lavoro 2026: come calcolarle
Non esiste un'unica scadenza 2026 per tutti: le scadenze della formazione sono individuali, calcolate dall'ultimo attestato di ogni lavoratore, RSPP, dirigente, preposto o RLS. L'eccezione uguale per tutte le aziende è la formazione dei datori di lavoro, con scadenza al 24 maggio 2027.
In sintesi
Cosa devi sapere subito
Non esiste un'unica scadenza 2026 per tutti: le scadenze della formazione sono individuali, calcolate dall'ultimo attestato di ogni lavoratore, RSPP, dirigente, preposto o RLS. L'eccezione uguale per tutte le aziende è la formazione dei datori di lavoro, con scadenza al 24 maggio 2027.
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Chi cerca “le scadenze 2026 della sicurezza sul lavoro” si aspetta spesso un’unica data da segnare in agenda. Risposta diretta: per la maggior parte delle figure aziendali non esiste — le scadenze della formazione sono individuali, calcolate dalla data in cui ciascun lavoratore, RSPP, dirigente, preposto o RLS ha completato la propria formazione o l’ultimo aggiornamento. C’è però un’eccezione reale, e riguarda tutte le aziende allo stesso modo: il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che dal 24 maggio 2026 si applica in via esclusiva, e una scadenza specifica al 24 maggio 2027 per la formazione dei datori di lavoro.
Perché non esiste un calendario unico
Ogni percorso formativo in materia di sicurezza ha una propria decorrenza: parte dal giorno in cui il lavoratore, o la figura aziendale coinvolta, ha ricevuto l’attestato. Due aziende dello stesso settore, con la stessa organizzazione, possono avere scadenze completamente diverse semplicemente perché hanno formato il proprio personale in periodi diversi. Un calendario “2026” uguale per tutti sarebbe quindi fuorviante: quello che serve davvero è sapere quali ruoli richiedono un aggiornamento periodico e come calcolare la propria scadenza specifica.
I ruoli con obbligo di aggiornamento periodico
Diversi ruoli della sicurezza aziendale prevedono un aggiornamento periodico, con cadenze diverse tra loro: RSPP, ASPP e dirigenti ogni 5 anni, i preposti ogni 2 anni, il RLS ogni anno, gli addetti antincendio e primo soccorso ogni 5 e 3 anni rispettivamente. Anche la formazione specifica dei lavoratori si aggiorna ogni 5 anni, indipendentemente dalla classe di rischio. La sola formazione generale dei lavoratori, come approfondito nel primo articolo di questo hub, resta invece un credito permanente e non richiede aggiornamento.
Come calcolare la scadenza della propria azienda
Il punto di partenza è sempre l’attestato: la data riportata su quel documento, non la data di assunzione del lavoratore o di nomina del ruolo, è quella da cui calcolare la prossima scadenza. Per le aziende con più figure coinvolte — RSPP, dirigenti, preposti, RLS, addetti antincendio e primo soccorso — conviene costruire un registro unico con tutte le date, invece di tenerle a memoria o disperse tra fascicoli diversi.
La scadenza che è davvero uguale per tutti: il nuovo Accordo Stato-Regioni
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 è entrato in vigore il 24 maggio 2025 e ha sostituito e unificato gli accordi precedenti (2011, 2012, 2016). Dal 24 maggio 2026 si applica in via esclusiva: non è più possibile fare riferimento al vecchio impianto del 2011, che fino a quella data restava utilizzabile in un periodo transitorio. Chi organizza oggi un corso di formazione o aggiornamento deve quindi verificare che il fornitore lavori sul nuovo accordo, non su un programma ancora impostato sul quadro precedente.
C’è anche una seconda scadenza, questa sì futura e reale: entro il 24 maggio 2027 ogni datore di lavoro deve aver completato una formazione specifica di 16 ore, un obbligo introdotto proprio dall’Accordo 2025. Riguarda il datore di lavoro in prima persona — non è delegabile a RSPP o consulenti esterni — e vale indipendentemente da quando l’azienda ha formato le altre figure della sicurezza. È l’unica voce di questo articolo che si può davvero segnare in agenda con una data uguale per tutte le aziende.
Un esempio pratico
Un’azienda che ha formato il proprio RSPP a giugno 2022 non ha la stessa scadenza di un’azienda che lo ha formato a marzo 2023, anche se operano nello stesso settore e hanno le stesse dimensioni. La prima dovrà programmare l’aggiornamento prima della seconda, semplicemente perché il conteggio parte da una data diversa. Lo stesso vale confrontando RSPP, dirigenti, preposti e RLS all’interno della stessa azienda: raramente le loro scadenze coincidono tra loro, perché derivano da percorsi formativi completati in momenti diversi.
Perché conviene anticipare, non rincorrere
Arrivare alla scadenza senza aver già programmato l’aggiornamento significa spesso doversi adattare alle date disponibili nel breve periodo, invece di scegliere con calma la modalità e il fornitore più adatti. Per i ruoli con maggiore impatto organizzativo — RSPP interno, preposti su più turni, RLS con un numero di ore da completare durante l’anno — pianificare con alcuni mesi di anticipo evita di dover interrompere l’attività per correre dietro a una scadenza già superata o troppo vicina.
Come organizzare un calendario aziendale interno
Un registro scadenze efficace riporta, per ciascun lavoratore e ruolo, la data dell’ultima formazione o aggiornamento, la cadenza prevista e la data di scadenza calcolata. Programmare l’aggiornamento con qualche mese di anticipo, invece che a ridosso della scadenza, lascia margine per organizzare le sessioni senza dover rincorrere disponibilità dell’ultimo minuto, soprattutto per i ruoli — come l’RSPP interno o il preposto — dove non c’è una figura esterna che segnali automaticamente il termine in avvicinamento.
Da dove iniziare
Per verificare la propria situazione ruolo per ruolo, l’hub sicurezza sul lavoro raccoglie tutti gli approfondimenti pubblicati su formazione e aggiornamenti. Il catalogo completo dei corsi è organizzato per ruolo nelle rispettive categorie: RSPP, dirigenti, lavoratori e preposti e RLS, oltre alla categoria dedicata ad antincendio e primo soccorso.
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