RSPP
Aggiornamento RSPP: scadenze e modalità del corso
L'aggiornamento dell'RSPP è di 40 ore ogni 5 anni (20 ore per l'ASPP), da calcolare dalla data dell'ultimo attestato e non dalla nomina. Può essere svolto interamente in e-learning. Senza aggiornamento la formazione perde validità e la nomina resta contestabile in caso di controllo.
In sintesi
Cosa devi sapere subito
L'aggiornamento dell'RSPP è di 40 ore ogni 5 anni (20 ore per l'ASPP), da calcolare dalla data dell'ultimo attestato e non dalla nomina. Può essere svolto interamente in e-learning. Senza aggiornamento la formazione perde validità e la nomina resta contestabile in caso di controllo.
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Chi ricopre il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione si chiede spesso quando scatta l’obbligo di aggiornamento e quante ore servono per restare in regola. Risposta diretta: l’aggiornamento dell’RSPP è periodico, con cadenza quinquennale. Non è un corso opzionale: senza aggiornamento, la formazione dell’RSPP perde validità e la nomina resta esposta a contestazione in caso di controllo o infortunio.
Chi deve aggiornarsi
L’obbligo riguarda chiunque svolga il ruolo di RSPP, sia esso un professionista interno all’azienda, un consulente esterno incaricato, oppure — nelle aziende dove è consentito — il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP. L’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008 richiede per questo ruolo una formazione iniziale specifica e un aggiornamento periodico obbligatorio nel tempo, per mantenere le competenze allineate all’evoluzione della normativa e dei rischi.
Con quale periodicità
L’aggiornamento ha cadenza quinquennale: va ripetuto ogni cinque anni dalla formazione iniziale o dall’ultimo aggiornamento svolto. Non è legata a una data fissa di calendario uguale per tutti, ma al percorso formativo individuale di ciascun RSPP: chi ha completato la formazione o l’ultimo aggiornamento in un anno diverso avrà una scadenza diversa.
Quante ore richiede l’aggiornamento
Per l’RSPP l’aggiornamento è di 40 ore ogni 5 anni. Non va necessariamente completato in un’unica sessione: le aziende possono distribuire la formazione su più moduli nel corso del quinquennio, purché il totale venga raggiunto entro la scadenza. Una parte può essere coperta con convegni e seminari, ma solo fino al 50% del monte ore (20 ore su 40); per accedere alla verifica finale serve aver frequentato almeno il 90% delle ore previste.
Prima dell’aggiornamento: la formazione iniziale
Per capire cosa si aggiorna, serve ricordare com’è strutturata la formazione iniziale dell’RSPP: Modulo A di 28 ore, comune a tutti i settori, seguito dal Modulo B comune di 48 ore. Per cinque settori specifici il Modulo B comune non basta e serve un modulo di specializzazione aggiuntivo: agricoltura, silvicoltura e zootecnia (16 ore), pesca (12 ore), costruzioni (16 ore), sanità residenziale (12 ore), chimico e petrolchimico (16 ore). Rispetto all’accordo precedente, quello attuale ha separato la pesca dall’agricoltura e le costruzioni dalle cave, portando i moduli di specializzazione da quattro a cinque. Chiude il percorso il Modulo C di 24 ore, dedicato a tecniche di comunicazione e formazione dei formatori, previsto solo per l’RSPP. Chi ha già completato questo percorso non deve ripeterlo da capo: l’aggiornamento periodico serve proprio a evitare che la formazione iniziale, con il passare degli anni, diventi obsoleta. La frequenza di un modulo di specializzazione, va detto, non vale come aggiornamento: sono percorsi distinti.
RSPP e ASPP: aggiornamenti diversi
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP) hanno percorsi formativi distinti, anche se con una base comune (Modulo A e Modulo B). L’ASPP non segue il Modulo C, riservato all’RSPP, e il suo aggiornamento è di 20 ore ogni 5 anni, la metà di quello dell’RSPP. Chi ricopre entrambi i ruoli in tempi diversi della propria carriera deve verificare separatamente le scadenze di ciascuno, non dare per scontato che l’aggiornamento di uno valga anche per l’altro.
Come tenere traccia della scadenza
La scadenza quinquennale si calcola dalla data dell’ultimo attestato, non dalla data di nomina come RSPP. È buona prassi annotare la data di scadenza nel documento di valutazione dei rischi o in un registro aziendale dedicato, così da programmare l’aggiornamento con qualche mese di anticipo invece di accorgersene a ridosso della scadenza, quando la scelta dei corsi disponibili si restringe.
Se il datore di lavoro fa anche da RSPP
Nelle aziende dove è consentito, il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP: in questo caso non segue il percorso Modulo A+B+C, ma un percorso proprio. Con l’Accordo Stato-Regioni 2025 la struttura è: corso propedeutico per datore di lavoro di 16 ore, seguito dal modulo comune di 8 ore — 24 ore totali di base — più, per chi opera in uno dei settori con modulo tecnico-integrativo, un modulo aggiuntivo: agricoltura, silvicoltura e zootecnia (16 ore), pesca (12 ore), costruzioni (16 ore), chimico e petrolchimico (16 ore). L’aggiornamento è di 8 ore ogni 5 anni, a decorrere dalla conclusione del modulo comune — non più una scala proporzionata al rischio come nell’accordo precedente. L’obbligo non decade per il solo fatto che il ruolo coincide con quello di titolare dell’azienda: è anzi una delle situazioni in cui capita più spesso di perdere la scadenza, perché non c’è una figura esterna che la segnali.
Come si svolge l’aggiornamento
L’aggiornamento RSPP può essere seguito in aula, in videoconferenza sincrona o interamente in e-learning: per l’aggiornamento, a differenza di alcune parti della formazione iniziale, l’e-learning è ammesso per l’intero monte ore. È la formula scelta dalla maggior parte delle aziende con più sedi o con un RSPP che segue più realtà aziendali in contemporanea, perché permette di completare le ore richieste senza fermare l’attività per spostamenti e giornate in presenza.
Cosa succede se l’aggiornamento non viene fatto
Un RSPP con formazione scaduta non è formalmente in regola per continuare a svolgere il ruolo. In caso di controllo o di infortunio, la mancanza di aggiornamento pesa sulla posizione dell’azienda, indipendentemente dal fatto che l’RSPP abbia comunque continuato a operare con competenza. È una delle scadenze da tenere sotto controllo con un promemoria, non da gestire a memoria.
Da dove iniziare
Per chi deve completare l’aggiornamento senza interrompere l’attività lavorativa, AssoAdifer propone un aggiornamento RSPP online, pensato per chi preferisce completare le ore in autonomia. Per la formazione iniziale, i moduli A, B e C, e l’intero catalogo dedicato al ruolo, la categoria corsi RSPP raccoglie tutte le opzioni disponibili. Per orientarsi anche sugli altri ruoli della sicurezza aziendale — dirigenti, preposti, RLS — la pagina di riferimento resta l’hub sicurezza sul lavoro.
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